Altri allestimenti...

Processo al Bacalà
Nel settembre del 1997 fummo coinvolti insieme alla Confraternita del Bacalà, in un divertente pubblico dibattito svoltosi ovviamente in quel di Sandrigo (VI), promosso per gioco dai noti polemisti Aldo Biscardi e Maurizio Mosca. 

 

 

 

 

 


 

Che tipo quel tipo dei tipi
Per la giornata della Stampa, l'Astichello mise in scena un autentico processo, per stabilire se ad introdurre la sublime tecnica della stampa sia stato Coster da Harlem, Gutenberg di Magonza o il Fisico di Feltre. Il dibattito, titolato "Che tipo quel tipo dei tipi ", fu condotto dal nobile giudice Taddeo Pandolfi che si avvalse dell'amanuense fratel Canola da Montemezzo. L'udienza, svoltasi nella Piazza dei Signori di Vicenza dinanzi ad un pubblico numeroso ed interessato, era stata preceduta dal richiamo del banditore che chiudeva invitando "...tacciano ora le cutrettole ed i lucherini, zittiscano le dirimpettaie, si spengano i telefonini e si smorzino i televisori. Appropinquatevi, Gente vicentina. Non è richiesta alcuna mercede che un po' di attenzione: per chi la porta, porta aperta; chi non la porta, parta. Saran comunque assai graditi formaggi stagionati, vini rossi vellutati, gargànego a catinelle e pur giovani donzelle... ".

 

 

 

 

 

 


 

A tu per tu con il figlio di Piero della Gondola
Nel 2008, per i cinquecento anni dalla nascita di Andrea Palladio, la nostra Compagnia allestì un breve spettacolo, "A tu per tu con il figlio di Piero della Gondola ": una mezzora di intrattenimento destinata ad accompagnare visite, appuntamenti, convivi "palladiani ". In scena fra' Marcello, affacciandosi alla balaustra di Monte Berico, cerca di far gustare ad alcuni confratelli "foresti ", guidati dallo sprovveduto fra' Venanzio, le bellezze architettoniche della nostra città, dove ad ogni angolo si può incontrare lo scorcio di Palladio. Nella loro diatriba, quasi richiamato dalle ingenuità di fra' Venanzio, interviene uno strano personaggio, il quale ostenta una profonda conoscenza dell'opera del grande architetto e tenta di illustrare, assecondato da fra' Marcello, lo spirito che ne ha animato le intuizioni ed il prezioso messaggio lasciato ai posteri. Al commiato, i frati si incamminano per continuare la ricerca di prospetti palladiani, ignari (o quasi) di essersi appena imbattuti nel grande artista.

 

 

 

 

 


 

El Leon indorà
Quando nacque l'idea, nel 1998, di "indorare " il Leone di Piazza dei Signori, tra i primi ad appoggiarla vi fu Walter Stefani, memorialista vicentino e cultore delle tradizioni e della storia locali, oggi Priore della Confraternita del Baccalà e da lungo tempo amico della compagnia Astichello. Fu lui, dalle colonne de Il Giornale di Vicenza, il più impegnato a dare risalto alla proposta della formazione, appoggiandola con passione e sostenendola, come sua consuetudine, con dovizia di motivazioni storiche. Grazie a lui, dunque, i vicentini poterono scoprire la storia del Leone di piazza così come probabilmente mai l'avevano sentita raccontare, ripercorrendola dal giorno della sua collocazione (il 5 febbraio 1473) in avanti, fra asburgiche distruzioni e "serenissime " ricomparse, austriaci recuperi e restauri post-bellici. "Si tratta ora di portare avanti l'idea ", scriveva dunque Stefani nel suo primo articolo: "Del resto - sottolineava - Vicenza è la città dell'oro? Avanti dunque, contribuiamo un po' tutti a renderla più bella e più attraente, come ci propongono oggi gli attori dell'Astichello ".